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Domande Frequenti

Come si comportano i pannelli Solarkup se sottoposti ad intemperie anche estreme?

  Domanda

Per i nostri pannelli SolarKup, SolarEva e SolarAir, abbiamo studiato un sistema di copertura esterna che li rende estremamente resistenti anche in condizioni limite. Nello specifico, il prezioso dei pannelli viene racchiuso all'interno di uno scheletro d'alluminio che garantisce solidità e durata nel tempo. Per il frontale viene applicato del policarbonato polarizzato da 12 mm in grado di assorbire urti anche molto forti (come grandinate) e permettendone l'installazione anche in zone trafficate e acessibili a chiunque. Il frontale è sottoposto ad un trattamento di polarizzazione che concede un'immunità dai raggi diretti del sole che generalmente opacizzano e tendono a ridurre le qualità di resistenza e durata del policarbonato. In caso di forti nevicate (per ovvi motivi se il pannello viene installato in posizione verticale non subisce alcun deficit alla resa dato da copertura), se il pannello è stato installato sulla copertura dell'abitazone, la neve si depositerà normalemte ma tendendo ad uno scioglimento ed uno scivolamento molto più rapido rispetto alla restante copertura, facendo si che il prima possibile il pannello possa rimettersi in funzione.

  Risposta

Se piove, c'è nuvolo persistente o notte, i pannelli funzionano?

  Domanda

Per quanto riguarda i dubbi sull' efficienza in determinate circostanze metereologiche: Si chiama "Solare Termico". In caso di pioggia il sistema non entra in funzione; in caso di nuvolosità persistente (ovvero con assenza totale di sole) non entra in funzione (ovviamente se il cielo è parzialmente coperto ma il sole irraggia, l'impianto porta a termine il suo compito). In caso di non funzionamento, il sistema solare ripristina automaticamente il sistema calorifero domestico preesistente.

  Risposta

Serve un accumulo per un sistema SolarEva per riscaldamento?

  Domanda

n buona sostanza, per quanto riguarda il riscaldamento, si cerca di utilizzare lo stesso impianto come accumulo (a pavimento o termosifoni). La verità è che per un impianto di riscaldamento che utilizza un'integrazione solare, risulta più che deletero un accumulo. Sostanzialmente se le calorie che otteniamo durante il giorno le accumulassimo in un Bollitore di litraggio x, servirebbe di fatto molto tempo per riscaldarlo completamente e sarebbe più dispersivo rispetto ad immettere le calorie prodotte direttamente nell'impianto in questione rendendole così utilizzabili nell'immediato. Utilizzando un sistema che lavora in diretta con l'acqua del riscaldamento si può ottenere una performance di molto maggiore rispetto a qualsiasi soluzione che prevede un accumulo termico.

  Risposta

Com'è possibile avere un impianto A.C.S. (acqua calda sanitaria) senza accumulo?

  Domanda

Non è possibile. Tuttavia è possibile frazionare gli accumuli per avere una resa molto migliore rispetto ai comuni sistemi solari termici. Il sistema SolarEva per A.C.S. infatti prevede l'installazione di piccoli accumuli da 80 a 100 litri l'uno. Questo, oltre a risolvere qualsiasi problema legato all'occupazione degli spazi domestici da parte di accumulatori troppo voluminosi, permette di affrontare il problema di accumulo di calorie in maniera intelligente. Proviamo a pensare infatti a quanta energia solare deve servire per portare in temperatura un Bollitore comune (300 / 400 / 500 litri o più); in effetti, riuscire a portare a temperatura una massa tale d'acqua da non dover accendere la caldaia, risulterebbe molto difficile in giornate discrete tipiche dei periodi invernali o a volte anche nelle mezze stagioni. Tuttavia se dividiamo un ipotetico accumulo di 300 litri in tre accumuli da 100, ne otterremo che se anche la giornata sarà discreta(quindi non completamente soleggiata), riuscirò ad accumulare 100 litri alla volta in tempo più breve e permettendomi di non accendere la caldaia fino ad esaurimento di 100 / 200 / 300 litri di acqua a seconda di quanto sia stata generosa la giornata. A tutti gli effetti dunque, il sistema SolarEva garantisce un'efficienza di accumulo e gestione delle calorie che non trova pari nella categoria.

  Risposta

Si può frazionare l'accumulo in un sistema A.C.S. diverso da SolarEva?

  Domanda

No, i tradizionali sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria sfruttano un sistema accumulatore che serve più per riuscire a gestire la sovraproduzione estiva che ad accumulare effettivamente le calorie necessarie nella maniera migliore. Ovviamente il livello di inclinazione a cui sottoponiamo il nostro impianto Solare sarà determinante in tal senso. Durante il periodo estivo, infatti, il sole è molto alto e se sottoponiamo dei pannelli solari all'inclinazione del nostro tetto (18°- 20°- 22°) otterremo un irraggiamento diretto provocando un surplus di lavoro che non solo è difficile da gestire ma risulta tendenzialmente controproducente nel più dei casi. Contrariamente, nel periodo invernale, quando le calorie mi servirebbero maggiormente, il sole si trova nel punto più basso e rischia di colpire i pannelli soltanto di striscio vanificando ogni possibilità di raccogliere calorie utili.

  Risposta

Perchè i pannelli tradizionali funzionano con antigelo (Glicole Etilenico) e diversamente i pannelli SolarKup no?

  Domanda

In buona parte dei casi i collettori tradizionali possiedono un fluido vettore che accumula le calorie raccolte nel pannello e che cerca di scambiare il più possibile con una massa d'acqua fruibile. Tale fluido vettore non è altro che una miscela con una concentrazione variabile di Glicole Etilenico ovvero antigelo. Questo perchè i collettori tradizionali e spesso anche parte della loro impiantistica sono realizzati con materiali che temono il gelo (per lo più vetro nei pannelli e metallo delle serpentine). Per capire il senso di tutto ciò possiamo utilizzare un facile esempio: prendiamo una bottiglia d'acqua (collettore), la riempiamo con acqua comune e la mettiamo in un freezer per 10 ore (gelate notturne invernali). Ne risulterà che l'acqua all'interno della bottiglia, ghiacciandosi, tenderà ad espandersi causando una rottura dello stesso recipiente. Al contrario se la riempiremo con una miscela di di Glicole Etilenico essa resisterà alla gelata, ovviamente se la percentuale di antigelo sarà sufficiente. I pannelli Solrkup invece sfruttano direttamente l'acqua sanitaria o del riscaldamento (acque fruibili) lasciandole ghiacciare al proprio interno e sghiacciandole con il primo sole del mattino. Tale immunità viene ottenuta tramite una serie di vasi espansori ed una serpentina speciale in grado di resistere fino a -40°. Per tornare all'esempio, è come ripetere l'esperimento riempiendo la bottiglia con semplice acqua (che quindi ghiaccia ed espande) ma utilizzando questa volta una bottiglia di plastica come recipiente; esso, dopo la ghiacciata si sarà espanso ma non rotto. Aver creato un pannello che utilizza direttamente l'acqua ma che non necessiti di uno svuotamento continuo sta alla base di un sistema che permette di ottenere, in pieno inverno, temperature e rendimenti tanto buoni da poter subentrare in sostituzione alla caldaia nelle ore del giorno.

  Risposta

Perchè è svantaggioso utilizzare Glicole Etilenico (antigelo)?

  Domanda

Il Glicole Etilenico viene utilizzato per non far ghiacciare durante la notte i pannelli che altrimenti romperebbero. Tuttavia, questa sostanza modifica le proprietà fisiche dell'acqua e oltre a creare una forte resistenza contro il gelo, crea altrettanta resistenza nell'accumulare calorie. Inoltre, essendo leggermente corrosivo, non può essere utilizzato come liquido all'interno di un impianto di riscaldamento oltre a non poter essere immesso nell'acqua sanitaria. Va da sè che abbia bisogno quindi di scambiare con dell'acqua "fruibile" come la sanitaria appunto, o l'acqua tecnica contenuta in un impianto di riscaldamento al fine di donarle le calorie raccolte nel collettore. Tuttavia per effettuare questa tipologia di scambio non si può utilizzare uno scambiatore qualunque, ma uno scambiatore Inox in grado di resistere alla corrosione data dal Glicole Etilenico e che però, lavora con una differenza di 10 gradi tra i due liquidi che effettuano lo scambio. Il che vuol dire che se ipotiziamo una produzione di 50° nel pannello, con la perdita di potenza data dal Glicole e dallo scambiatore necessario, ne risulterà nella maggior parte dei casi una produzione peggiore di quasi il 25%. Se a questo aggiungiamo che la massa d'acqua con la quale scambiamo è generalmente molto grande (300-400-500 litri o più) si intuisce bene che necessiteremo di una giornata di buon sole per riuscire a mandare in temperatura tutto il nostro accumulo. Il sistema Solarkup invece, utilizzando direttamente acqua non necessita ne di antigelo ne di scambiatore. Solamente i nostri impianti "ibridi", che producono sia riscaldamento che una acqua calda per uso sanitario, necessitano di uno scambiatore. Generalmente, in questi casi si procede all'installazione di uno scambiatore a piastre di rame da 100.000 calorie del tipo da caldaia industriale; questo, lavora con una differenza di 1 grado e mezzo tra i due fluidi, garantendo efficienza e rapidità ai nostri impianti solari.

  Risposta

Deteriorabilità dei materiali e smaltimento?

  Domanda

I pannelli SolarKup sono composti con materiali molto resistenti e che garantiscono una certa durata nel tempo. Lo scheletro esterno dei pannelli è realizzato completamente in alluminio così da poter sopportare urti e condizioni climatiche avverse garantendo un'usura pressochè nulla. Il frontale in policarbonato è il componente con meno durata nel tempo (17 anni stimati), il suo esiguo costo e la grande reperibilità lo rendono un materiale perfetto per la protezione del pannello interno, il prezioso del collettore. La serpentina interna (certificata per uso sanitario), è garantita per 40 anni e per temperature che vanno da -40° a +110°. I materiali che vanno a comporre il sandwich interno non hanno una vita stimabile se non vengono sottoposti ad irraggiamento solare diretto (ovviamente sono qui schermati da uno specchio d'alluminio sottoposto ad un trattamento di verniciatura selettiva ai sali di Titanio). Per quanto riguarda un eventuale smaltimento, i pannelli SolarKup sono completamente smontabili e permettono quindi la separazione di ogni singolo materiale garantendo rifiuti puliti e facili da smaltire.

  Risposta

Detrazione fiscale o riduzione dell'IVA?

  Domanda

GlI impianti solari termici (quindi anche le tecnologie sviluppate dal nostro team) sono soggetti ad una detrazione fiscale del 65% in dieci anni. In parole povere buona parte dell'importo versato per un impianto viene ritornato al consumatore in rate variabili a seconda del reddito dello stesso e frazionate in dieci anni. In caso di nuova costruzione, diversamente, l'IVA soggetta al costo viene ridotta dal 10% al 4%; va da sé che in buona parte dei casi è più conveniente attendere l'abitabilità di una costruzione nuova per usuffruire della detrazione fiscale anzichè della semplice riduzione di IVA.

  Risposta

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